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Der Shakespeare-Kanon und die Frage der Zuschreibung

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  Der Shakespeare-Kanon und die Frage der Zuschreibung   Postumes Porträt von William Shakespeare (1564–1616) Edward de Vere, 17. Earl of Oxford (1550–1604) Bei der Betrachtung des Shakespeare-Korpus mehr als vier Jahrhunderte nach seiner ersten Zirkulation müssen literarische, historische und epistemologische Analysen durch eine klare Unterscheidung artikuliert werden zwischen dem, was die stratfordianische Position auf der Grundlage der überlieferten Dokumentation, der Theaterpraxis, der frühneuzeitlichen Autorschaftskonventionen und der zeitgenössischen Zeugnisse legitim beanspruchen kann, und dem, was die oxfordianische Position, begründet durch das Werk von Thomas Looney Shakespeare Identified , im Laufe der Zeit durch Argumente der biographischen Kongruenz, der höfischen und humanistischen Bildung, der juristischen und sprachlichen Kompetenz sowie der dichten Entsprechung zwischen gelebter Erfahrung und textueller Struktur entwickelt hat. Keine der beiden Positionen soll...

Le canon shakespearien et la question de l’attribution

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Le canon shakespearien et la question de l’attribution   Portrait posthume de William Shakespeare (1564–1616) Edward de Vere, 17ᵉ comte d’Oxford (1550–1604) En considérant le corpus shakespearien plus de quatre siècles après sa première circulation, les analyses littéraires, historiques et épistémologiques doivent être articulées à partir d’une distinction nette entre ce que la position stratfordienne peut légitimement soutenir sur la base de la documentation conservée, des pratiques théâtrales, des conventions de l’autorité auctoriale à l’époque moderne et des témoignages contemporains, et ce que la position oxfordienne, inaugurée par l’ouvrage de Thomas Looney Shakespeare Identified , a progressivement développé à travers des arguments de congruence biographique, d’alphabétisation courtoise et humaniste, de compétence juridique et linguistique, ainsi que de correspondance dense entre l’expérience vécue et la structure textuelle. Aucune des deux positions ne devrait être réduite...

The Shakespearean Canon and the Question of Attribution

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  The Shakespearean Canon and the Question of Attribution Posthumous portrait of William Shakespeare (1564–1616) Edward de Vere, 17th Earl of Oxford (1550–1604) In considering the Shakespearean corpus more than four centuries after its first circulation, literary, historical, and epistemological analyses must be articulated through a clear distinction between what the Stratfordian position can legitimately sustain on the basis of surviving documentation, theatrical practices, early modern conventions of authorship, and contemporaneous testimony, and what the Oxfordian position, inaugurated by Thomas Looney’s  Shakespeare Identified , has progressively developed through arguments of biographical congruence, courtly and humanist literacy, legal and linguistic competence, and the dense correspondence between lived experience and textual structure. Neither position should be reduced to polemic or apology, nor distorted through selective emphasis. The Stratfordian model must be tre...

Il canone shakespeariano e la questione dell'attribuzione: William Shakespeare (1564-1616) / Edward De Vere, 17th Conte di Oxford (1550-1604)

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Il c anone shakespeariano e la questione dell'attribuzione       Ritratto postumo di  William Shakespeare (1564-1616)  Edward De Vere, 17th Conte di Oxford (1550-1604) Nel considerare il corpus shakespeariano a oltre quattro secoli dalla sua prima circolazione, le analisi letterarie, storiche ed epistemologiche devono essere articolate attraverso una distinzione netta tra ciò che la posizione stratfordiana può legittimamente sostenere sulla base della documentazione superstite, delle pratiche teatrali, delle convenzioni autoriali dell’età moderna e delle testimonianze coeve, e ciò che la posizione oxfordiana, inaugurata dall’opera di Thomas Looney Shakespeare Identified , ha progressivamente sviluppato attraverso argomentazioni di congruenza biografica, alfabetizzazione cortigiana e umanistica, competenza giuridica e linguistica, e la fitta corrispondenza tra esperienza vissuta e struttura testuale. Nessuna delle due posizioni dovrebbe essere ridotta a polemica...

Film criticism: "Le cose non dette". Muccino.

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  https://www.iodonna.it/.../le-cose-non-dette-gabriele.../ Questo film di Muccino può apparire, a una lettura superficiale, come una narrazione in difesa delle mogli tradite, con un marito infedele rappresentato come figura assediata da una giovane amante petulante, ossessiva e impropriamente territoriale rispetto a uno spazio matrimoniale già da tempo occupato, logoro e privo di reale prospettiva. In realtà, il film si configura come un racconto di taglio noir, segnato da una tonalità tragica e a tratti macabra, che finisce paradossalmente per schierarsi dalla parte delle giovani amanti, destinate qui a un esito autenticamente distruttivo. È un’opera che consiglierei a chi voglia comprendere, per via negativa, che cosa accade quando il non detto diventa sistema, quando le omissioni strutturali del marito nei confronti della moglie, che resta e rimane la donna ufficiale, producono una catena di equivoci, illusioni e violenze simboliche. La giovane amante, confusa e insieme esaltat...

"Riportarti all’infanzia" . Una poesia del 2000 di Erminia Passannanti

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Ho trovato in un vecchio dischetto questa poesia che dedico ai compagni della sezione B Liceo Scientifico Giovanni da Procida che un tempo furono bambini. E' del 2000. Non ricordo la circostanza che la istigò o ispirò. La poesia originale è in inglese. Lascrissi ad Oxford. L'ho tradotta stasera per loro. "Riportarti all’infanzia" Prendi un pennello  un po’ d’inchiostro blu e traccia  nella luce sopra l’acqua  le visioni del bambino  ai cui piedi  ti sei inginocchiato  anonimo non per rifiutare l’idea  dei miraggi che giacciono  immobili  davanti al tuo cuscino  come su seta bianca  come un mare di nostalgia diurna  ma per far sì che la vita dentro di te  dentro i tuoi occhi si espanda  senza confini. E poi osserva come  per l’uomo tornato  impunemente  dalle sue guerre e dai suoi crimini qualsiasi cosa fosse spezzata  smembrata  si raccoglie ora in comunione  dentro la sua ampia pupilla s...

Sylvia Plath - Juvenilia

Sylvia Plath - Juvenilia "Senza titolo" Mi sporgo verso il cielo E potrei caderci se  Qui non mi reggessero  Le intelligenti briglie della mia identita’, Il dolce nauseante odore femminile Dietro le opache tende d'un profumato Boudoir - pallida luce arancio. Lenta, accurata grazia - seduzione, Ossessione,    liquide secrezioni,  desiderio che rotea in flussi mensili, Sorrisi imbellettati e labbra languide,  Occhi annebbiati e carne bianca. Altro Non e’ che adipe, latte di linfa, Grasso su seni e cosce e, dentro, solo il serpente torto delle ovaie, Il tessuto nervoso dell'utero, Ricettivo sempre, colmo del fluido Attivo d' una passione opposta, dopo L'apice, droga ipnotica, L' eterno ricordare, il curvarsi, Rilassando le membra. I frutti passivi  D'una passione morta marciscono, crescono Nell'addome. Ella si disfa In una fragrante e tiepida pozza. Musica Non c'e’ piu’ dolce d'una traballante, cigolante Carrozzina, del familiare Odore della s...

FRANCO FORTINI - Arte poetica. Commento di Erminia Passannanti (Oxford, 2002)

FRANCO FORTINI Arte poetica Tu occhi di carta tu labbra di creta tu dalla prima saliva malfatto anima di strazio e ridicolo di allori finti e gesti tu di allarmi e rossori tu di debole cervello ladro di parole cieche uomo da dimenticare dichiara che il canto vero è oltre il tuo sonno fondo e i vertici bianchi del mondo per altre pupille avvenire. Scrivi che i veri uomini amici parlano oltre i tuoi giorni che presto saranno disfatti. E già li attendi. E questo solo ancora è il tuo onore. E voi parole mio odio e ribrezzo, se non vi so liberare tra le mie mani ancora non vi spezzate .   Il tema principale del componimento non è in sé originale, poiché coincide con la materia stessa della riflessione poetica: la retorica e la stilistica. Tuttavia, sebbene il testo si configuri come discorso sull’arte poetica intesa come insieme di strumenti tecnici e formali, esso mette immediatamente in luce la natura conflittuale del rapporto che il poeta intrattiene con...

Franco Fortini 'The nest'.

Franco Fortini 'The nest' Mid-March and between the wall and the roof some birds with yellow hostile beaks nervous and miserable make their nest of twigs. When it is deepest night and I cannot sleep I know that their newborn are behind the wall. In Prague, I read, the noblemen’s severed heads  were embossed in friezes of eagles and gold. From profound theatres valiant men now sing. A humming splits the night. Proud voices invoke Miserere. Inside the nest ignorant creatures will shiver at their mother's frenzy. Hunger will shriek, the mother  will teach them all there is to know.  In the ghastly air they will finally fly and nothing more than this will learn. Illusion has emptied the scenes. Minute populations have burned alive in the diodes. I say to my pious mind  - Gather your broken limbs in this patient ship. Let the body look like one whole dormant being. But already so many are on their ways  in the greyness of the first light where the massacre vacillates...

Dialogue Through Poetry / UNESCO World Poetry Day - Readings in Oxford City, UK. 2003.

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  "Dialogue Through Poetry"  UNESCO World Poetry Day -   Poetry Readings in Oxford City, UK. Organized by Erminia Passannanti Maison Françoise d'Oxford Presentazione per Dialogue 2003 The knowledge we hold of at least one language, says Chomsky, is partly innate and partly learned. When we acquired our mother tongue, we were placed in the condition to enter, without full awareness, the intricate network of our cultural background, indispensable to becoming meaningful speakers. This is confirmed by the fact that children who, abandoned or isolated in infancy, are deprived of the imaginative nourishment of fables and rhymes, never truly develop their linguistic skills, thus proving the irreparable damage caused by stimuli introduced too late. From the moment we entered, through language, into the richness of our civilizations, we have partaken in them by communicating thoughts, plans, tastes, judgements, and feelings. Dialogue is our daily experience; it safeguards o...

"In volo". Poesia.

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 " In volo" cristalli di cielo nel palmo della mano un filo di voce — senza più ritorno attraversa in frantumi trasparenze   dove fumo blu  si distacca traccia di un romanzetto letto la realtà si disfa in distanza  silenzio nel racconto d’inverno schegge d’aria (Oxford, 11 agosto 2025) Erminia Passannanti COMMENTO COMMENTO La poesia "In volo" si struttura attraverso una serie di visioni che suggeriscono un processo di disgregazione percettiva e ontologica. Il titolo orienta la lettura verso una dimensione di movimento e transitorietà, implicando una condizione di sospensione e irreversibilità. L’immagine iniziale coniuga il concreto con l’evanescente, evocando una materialità fragile e al contempo trascendente, una realtà catturata, ma instabile. Il “filo di voce — senza più ritorno” indica una comunicazione monodirezionale, un monologo, che attraversa “in frantumi trasparenze”, esprimendo una rottura della continuità percettiva e relazionale. Il testo si configura...

Poesia: "l'altra sponda". Dalla raccolta La realtà.

L’altra sponda Quando la mia poesia diverrà nera come il pensiero del cane che attraversa l’autostrada la coda tra le zampe dinanzi al flusso ora chiaro ora confuso delle macchine in corsa poesia di un attimo che coglierà ogni eventualità cibo avventura morte il gard-rail opposto visto al di là. (Dalla raccolta La realtà, 2004) Erminia Passannanti (c) All Rights Reserved E' una poesia concepita dalla prospettiva del cane abbandonato dagli umani. A livello ermeneutico e filosofico, questa poesia nacque per riflettere anche sul farsi della poesia stessa: la poesia, ovvero, sarà vera quando diventerà "nera", cioè capace di esprimere la profondità oscura dell’esistenza, ....come un pensiero (quello del cane) senza parola, non filtrato, un impulso nudo, del bisogno, ma anche dell'istinto della sopravvivenza ragionante di cui è capace appunto il cane. In ciò vi è un mio richiamo implicito alla poetica di autori come Paul Celan, Rimbaud, o Heidegger (la poesia c...
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“Il vortice” era l’anima mia colta in un  vortice andava a piedi scalzi  su un tappeto di  conchiglie infrante il mare di fianco recitava un salmo con le sue spume  bionde  sotto il  sole  di marzo volavano i capelli  inanellati in quel vortice  come lunghi pensieri ch’alle nubi s’innalzano e dalle spalle  mi strappava il  manto  azzurro come negli occhi il pianto. (12 luglio 2025) Erminia Passannanti         Commento al testo La poesia "Il vortice" si sviluppa in versi liberi e brevi, con costante ricorso all’enjambement e all’isolamento del verso singolo. Questa scelta formale, tutt’altro che ornamentale, è funzionale alla restituzione di uno stato emotivo perturbato: il ritmo spezzato e frammentario traduce visivamente e fonicamente l’instabilità interiore del soggetto lirico, replicando l’effetto di disorientamento evocato dal titolo. L’andamento esitante della versificazione mima quello del pensier...

"Della disperazione". Poesie ritrovate.

"Della disperazione" Poesie ritrovate VECCHIE POESIE DEL PRIMO BLOG “ERODIADE” (Collassato dalla piattaforma Splinder) Recuperate tramite “Wayback Machine” di Internet Archive)   Queste sono delle poesie che scrissi tra il 2004 e il 2006. Erano pubblicate nel mio blog Erodiade. Poesia e Dissidenza, poi collassato e subito ricreato nel 2006 su altra piattaforma (Google Blogger). Nello scomparire dalla vista lasciarono però traccia su Internet Archive. Way Back Machine. Le ripubblico, ma in esse non va riscontrata un’aderenza letterale con la mia alquanto normalissima vita, quanto piuttosto un uso metaforico di questa per proporre una mia ricorrente idea. Quale? Quella della dissidenza per via artistica. In effetti, il mio pensiero è preciso a questo riguardo, e ne ripubblico un estratto da un mio articolo del 2009, sempre sul sito Erodiade. Online Journal. https://erodiade.blogspot.com “Il dissenso artistico, infine, si distingue da quello politico perché non è legato necessar...

Recensione a "La Torre del Maestr" (2004) di Hand Ulrich Treichel.

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 15 MAGGIO 2005-05-15 Hans-Ulrich Treichel, La torre del maestro , ed. orig. 2000, trad. dal ted. di Silvia Bortoli, Einaudi, Milano 2004, pp.153, Euro 14,00 ISBN88-06-16356-6 Treichel, classe 1952, nasce come poeta lirico ( Ein Restposten Zukunft. Gedichte , 1979; Tarantella, 1982; Liebe Not. Gedichte , 1986), ma diventa romanziere appena avverte che la vena poetica sta sfociando in quella prosastica. Ponte tra queste due forme sono i libretti d’opera per Hans Werner Henze ( Das verratene Meer , 1990; Venus und Adonis , 1997). Del resto i due generi interagiscono, avendo le sue poesie tratti narrativi, e così la sua prosa dei connotati poetici, che dalla scrittura in versi ereditano l’impostazione antieroica ed autoironica. Già nel primo romanzo autobiografico, Der Verlorene ( Il fratello perduto , L’Indice , …... ), l’attenzione al tempo storico, privato e collettivo, al territorio, conosciuto o da esplorare, all’ “altro da sé” posto a distanza, esaminato analiticam...